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Massimo Municchi

Questi cinque quartieri di Marsiglia sono un tesoro di attrazioni turistiche

Che siate alla ricerca di una meta imperdibile o di un luogo un po’ più fuori mano, questi cinque quartieri di Marsiglia hanno conservato la loro anima di villaggio. Ospitano tesori turistici e un patrimonio notevole.

Marsiglia, la città dei 111 quartieri

Fondata da marinai greci provenienti dalla lontana Focaia, in Asia Minore, la città focese si sviluppò intorno al suo porto per 2.600 anni. I numerosi villaggi e poderi dell’entroterra vennero gradualmente assorbiti dalla città, e molti di essi hanno conservato i loro centri storici con le loro chiese, le piazze ombreggiate e i negozi locali.

Composta da 111 quartieri, Marsiglia offre ai visitatori una vasta gamma di volti e atmosfere. Con i piedi nell’acqua o alla periferia della città, vi invitano a fare un viaggio nel tempo o a conoscere nuove persone. Scoprite cinque quartieri autentici partecipando a una visita guidata o a una visita insolita!

1. Le Panier, il cuore storico di Marsiglia

Le Panier, il quartiere più antico di Marsiglia, è stato occupato fin dalla fondazione della città. Sebbene migliaia di anni di costruzioni abbiano accuratamente nascosto i resti dei primi Focesi, il quartiere vanta ancora un patrimonio architettonico eccezionale. Nel cuore del Panier, la Vieille Charité, costruita nel XVII secolo per dare rifugio agli indigenti, è diventata una sede di mostre e cultura. Di fronte al Porto Vecchio, l’imponenteHôtel-Dieu è stato trasformato in un palazzo all’inizio del XXI secolo. La visita alle vecchie strade vi condurrà davanti ad altri monumenti storici emblematici come la chiesa di Accoules, la Maison Diamantée, il Pavillon Daviel e l’Hôtel de Cabre.

Oltre al suo valore storico e architettonico, il quartiere Panier offre un’esperienza pittoresca, con le sue piazze ombreggiate e fiancheggiate da terrazze di caffè e ristoranti, studi di artisti, boutique di stilisti e negozi di artigianato, e vicoli fiancheggiati da vecchie case ricoperte di affreschi di street art… Anche se le troupe si sono trasferite ad Allauch, l’ombra della serie Plus Belle la Vie incombe ancora su Le Panier!

2. Saint-Victor, da abbazia a quartiere

Se si volge lo sguardo verso la riva sud del Porto Vecchio, si scorge un edificio che sembra un castello fortificato, con le sue torri merlate. Prima di dare il nome al quartiere di Saint-Victor, l’Abbazia di Saint-Victor, fondata nel V secolo, ha goduto di un’intensa influenza culturale nel Medioevo: uno dei suoi abati fu addirittura nominato Papa con il nome di Urbano V nel 1362! L’edificio, oggi visitabile, ospita cripte rinomate per i loro sarcofagi cristiani in pietra, vecchi di oltre 1.500 anni.

Ma sarebbe un errore limitare il quartiere alla sua abbazia! Il Jardin de la Colline Puget, polmone verde nel cuore della città, offre una vista mozzafiato sulla città e sul porto. Il Musée du Savon de Marseille (Museo del Sapone di Marsiglia) racconta la storia di questo prodotto per l’igiene, che ha fatto la reputazione – e la ricchezza – della città di Marsiglia per diversi secoli. I più golosi non potranno lasciare il quartiere di Saint-Victor senza una deviazione verso il“Four des Navettes“, dove li attendono i gustosi biscotti ai fiori d’arancio.

3. Vauban, l’antico quartiere operaio

Sorto sul versante orientale della collina in cima alla quale si trova Notre-Dame-de-la-Garde, il quartiere di Vauban ospitava nella prima metà del XX secolo una popolazione prevalentemente operaia. Oggi è diventato una delle zone più ricercate di Marsiglia, grazie al suo dinamismo e alla sua vivacità.

Designer e artigiani si sono stabiliti nel quartiere e oggi propongono le loro creazioni: troverete saponi, ceramiche, biancheria per la casa o abiti unici e accessori di moda da portare a casa come souvenir del vostro soggiorno a Marsiglia.

Ibar e i ristoranti di Vauban vi invitano a godervi una pausa gastronomica con la famiglia e gli amici. Tra i locali più apprezzati ci sono la“Maison Vauban“, un ristorante tradizionale di giorno che si trasforma in un tapas bar di sera, e“Chez Vallès“, un bistrot che serve una generosa cucina mediterranea gourmet.

4. Mazargues, un villaggio di pescatori senza pescatori

A sud di Marsiglia, l’antico villaggio di Mazargues è diventato un affascinante quartiere alle porte del Parco Nazionale delle Calanques. Le strette vie si snodano intorno allachiesa dedicata a Saint-Roch e ospitano numerose boutique, minimarket, caffè e ristoranti, che contribuiscono alla vivace vita della zona. Passeggiando per le stradine si scopre un’architettura di gradita semplicità, con le sue vecchie case di pescatori e i passaggi coperti. Il lavatoio e la piazza della chiesa ricordano la semplice vita quotidiana degli abitanti nei secoli passati.

A sud del viale Michelet si trova un obelisco monumentale. Eretto nel 1811 in Place Castellane per celebrare la nascita del Re di Roma, figlio di Napoleone I, fu trasferito a Mazargues un secolo dopo.

Più particolare, Mazargues ospita il Cimitero di Guerra del Commonwealth. Questo luogo di memoria onora i soldati dell’Impero Britannico caduti nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale. Un prato, stagni e canali creano una sensazione di serenità che favorisce la meditazione.

5. La Treille, il villaggio di Marcel Pagnol

Il quartiere di La Treille si trova ai margini di un deserto di gariga che si estende da Aubagne ad Aix. Il suo nome è indissolubilmente legato a quello di Marcel Pagnol, che è sepolto nel cimitero all’ingresso del villaggio. Sulle colline garibaldine trascorse alcune delle sue vacanze migliori, come testimoniano i suoi romanzi autobiografici“La Gloire de mon père” e“Le Château de ma mère“, adattati per lo schermo da Yves Robert. Il regista ha anche girato diversi lungometraggi a La Treille.

Passeggiando per La Treille ci si immerge nel cuore della Provenza autentica e senza tempo. La chiesa di Saint-Dominique è stata protagonista dei film“Les Bastides Blanches“,“La fille du puisatier” e“Manon des Sources“, mentre la fontana ricorda quanto sia preziosa l’acqua delle colline in questa “terra della sete”.

Proseguendo la passeggiata, si raggiunge la Bastide Neuve, la casa di villeggiatura della famiglia Pagnol. Gli escursionisti più esperti possono poi unirsi ai sentieri che portano alla Tête Ronde, a Taoumé, a Garlaban, alle valli nascoste e alle creste di roccia bianca.