La sorgente fossile, sentiero escursionistico GR 2013

Una passeggiata lungo un sentiero del GR 2013 per scoprire l’opera dell’artista Rolland Bellier al crocevia dell’arrivo dell’acqua a Marsiglia.

Passeggiata urbana lungo l’acqua

Partenza da Le Merlan

La passeggiata inizia al capolinea dell’autobus RTM (linea 34 nei giorni feriali o 33 la domenica) e, man mano che si guadagna quota, si viene ricompensati con una vista panoramica di Marsiglia, dagli inizi della Chaîne de l’Etoile.

Seguendo il Canal de Marseille…

Si inizia percorrendo l’Avenue Louis Blériot, che prosegue lungo lo Chemin du Four de Buze. Il percorso segue i meandri del Canal de Marseille, costeggiando le antiche grandi tenute. Oggi, in mezzo alle ville protette da alti muri di recinzione, alcuni nuovi agricoltori stanno recuperando queste aree per l’agricoltura urbana locale, come Terre de Mars alla fine dell’impasse du four de Buze. È proprio a questo punto che si lascia la strada asfaltata per imboccare un sentiero DFCI, facilmente identificabile dalle due colonne di una vecchia campagna “Notre Dame”.

Alla ricerca della sorgente fossile

Dopo 150 metri, seguite il sentiero in un’ampia curva di una vecchia cava e, girando a sinistra, fate attenzione a un ulivo. Ai suoi piedi si trova la sorgente fossile.

Poi bisogna riprendere il sentiero, che da sterrato diventa strada asfaltata. La salita è dura e non ci sono punti di sosta all’ombra. Ma una volta raggiunto l’altopiano, che si eleva a 280 metri di altezza, la vista a 360° è seducente e invitante.

La conca della valle di Dol

Il percorso passa vicino al bacino di Vallon Dol, una diga e un serbatoio che contiene oltre 3 milioni di m³ di acqua del Verdon, trasportata dal Canal de Provence. Una volta superato il bacino, avrete percorso 2 km lungo il sentiero DFCI.

Proseguendo su questo sentiero, si raggiunge il quartiere di Saint-Antoine attraverso il Vallon de la Femme Mort. Maggiori informazioni sono disponibili nella guida “GR2013 Marseille Provence”. Ritorno per lo stesso percorso in direzione opposta.

Lo sapevate?

L’associazione Rives & Cultures è nata nella valle di Huveaune, attualmente in fase di grande trasformazione, ma oggi è responsabile di progetti culturali nei quattro punti cardinali diMarseille, su cui torneremo più avanti.

Per saperne di più sulla fonte fossile

L’opera d’arte

Questa è un’opera d’arte di Roland Bellier. Nell’ambito della Biennale europea d’arte contemporanea Manifesta 13, che si terrà a Marsiglia nel 2020, lo scultore ha creato un’installazione partecipativa sul tema dell’arrivo dell’acqua.

Un’esperienza artistica a cielo aperto

“La source fossile” è un’espressione minerale poetica che vuole mostrare l’intima relazione tra la natura e gli esseri umani. L’opera invita gli escursionisti a trovarla e a partecipare alla rivelazione del colore dormiente di una quarzite Macauba brasiliana blu, spruzzandola con un filo d’acqua. Il liquido farà emergere le venature lucide e i riflessi blu intenso di questa pietra molto dura, raramente utilizzata nella scultura. L’effetto è sorprendente: è come se l’acqua sgorgasse dalla roccia.

Installazione al crocevia dell’approvvigionamento idrico di Marsiglia

La scelta del luogo non è stata casuale: il quartiere di Sainte-Marthe è il punto di unione tra Marsiglia e le Alpi, dove convergono tre preziosi canali:

Il Canale di Marsiglia, che parte dal fiume Durance per rifornire di acqua potabile tutti i quartieri della città attraverso un gran numero di infrastrutture monumentali, è stato messo in funzione nell’estate del 1849 ed è stato l’unica fonte d’acqua di Marsiglia fino al 1970.

Il Canal de Provence, che sfrutta le acque del Verdon per fornire acqua potabile a molti comuni della regione, oltre che all’agricoltura e all’industria; a Marsiglia, quest’acqua è immagazzinata nel serbatoio di Vallon Dol.

La galerie de la mer, un tunnel sotterraneo poco conosciuto collegato alla vecchia miniera di carbone di Biver. Dotato di una linea ferroviaria che ha trasportato il carbone a Marsiglia per diversi anni, permette di evacuare l’acqua di infiltrazione della miniera senza pompaggio e impedisce l’allagamento del Biver e di altri pozzi.

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