La sua collezione permanente si concentra sul XX secolo
Il periodo “moderno”, dal 1900 al 1960, segna una rottura con l’arte “antica” e “tradizionale” del XVII secolo. Il prestigioso museo marsigliese dedica le sue mostre a questo periodo.
Alcuni dei più grandi artisti del XX secolo furono Henri Matisse, Oskar Kokoschka, Pablo Picasso, Jean Arp, Alberto Giacometti, Balthus, Antonin Artaud e Francis Bacon. La collezione del Musée Cantini presenta questi grandi personaggi.
La collezione degli anni ’20-’40
Un importante movimento artistico del XX secolo, il Fauvismo (Charles Camoin, Émile Othon Friesz, André Derain, Alfred Lombard) è parte integrante della collezione. Sono esposti anche i primi esperimenti cubisti (Raoul Dufy, Albert Gleizes) e i movimenti post-cubisti o puristi degli anni Venti e Quaranta (Le Corbusier, Fernand Léger, Jacques Villon, Jean Hélion).
L’inizio del XX secolo è stato anche segnato dalla fascinazione di alcuni artisti per la luce e i paesaggi meridionali: Cassis di Derain nel 1907, Paesaggio mediterraneo di Friesz nello stesso anno e l’opera di Dufy L’Estaque sulle orme di Cézanne nel 1908.
La rivoluzione surrealista costituisce una parte importante della collezione. Riuniti intorno ad André Breton e a sua moglie Jacquelin Lamba, molti artisti come Victor Brauner, Matta, André Masson, Jacques Hérold, Max Ernst e Joan Miró fecero di questa rivoluzione artistica uno dei punti focali della loro arte.
Il “Jeu de Marseille”, creato dai membri del gruppo surrealista a Villa Air-Bel nel 1940-1941, è stato donato al Musée Cantini nel 2003 da Aube e Oona Elléouët-Breton.
L’astrazione lirica o gestuale è rappresentata da opere di Nicolas de Staël, Camille Bryen, Simon Hantaï, Arpad Szenès e Maria Elena Vieira da Silva.
La collezione degli anni 1950-1990
Il museo conserva anche una collezione di opere del gruppo giapponese Gutai, attivo negli anni 1955-1960, che ha mantenuto stretti legami con il movimento Informale francese grazie al critico e teorico Michel Tapié.
I decenni successivi furono segnati da diverse correnti pittoriche. L’esperimento “matiériste” degli anni Cinquanta è rappresentato da Jean Dubuffet, Antonio Saura, Antoni Tàpies e Jean-Paul Riopelle, mentre i paesaggi astratti su larga scala sono rappresentati da Olivier Debré, Raoul Ubac, Pierre Tal-Coat e Hans Hartung.