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Visita guidata del quartiere di Belsunce

Scoprite Belsunce, un quartiere poliedrico nel centro di Marsiglia. Spesso denigrato dai marsigliesi per la sua cattiva reputazione, questa visita guidata, ideata in collaborazione con l’ACAM (Association des Commerçants et Artisans de Belsunce), mira a ripristinarne l’immagine attraverso le testimonianze di artigiani e negozianti che si impegnano a fondo per il loro quartiere.

Aggiornato il 18 Aprile 2026

Un quartiere poco conosciuto dagli abitanti di Marsiglia

Belsunce e la borghesia

Ci ritroviamo alle 14.30 davanti alla biblioteca dell‘Alcazar, con il suo tendone classificato come edificio dei Bâtiments de France. Marie-Pierre, la nostra guida, introduce la visita ripercorrendo la storia di Marsiglia e le diverse epoche che hanno reso il quartiere di Belsunce quello che è oggi.

Fino alla fine del XVIII secolo, Belsunce era un quartiere borghese di Marsiglia, dove l’aristocrazia e la borghesia amavano passeggiare all’ombra degli alberi e delle fontane. Lo testimoniano le belle facciate degli edifici del XVII secolo che si affacciano su di noi.

Un quartiere di molte culture

Nel XX secolo, Belsunce divenne un punto di riferimento per l’immigrazione a Marsiglia. Migliaia di rifugiati di guerra, in particolare armeni in fuga dal genocidio del 1915, si rifugiarono nel quartiere.

Dal XIX secolo, Marsiglia è stata il cuore economico e commerciale della regione, in particolare con le industrie del ferro e delle piastrelle e, naturalmente, con le fabbriche di sapone, che hanno contribuito allo sviluppo del quartiere… Oggi qui si può trovare di tutto! L’industria del commercio all’ingrosso, creata soprattutto da popolazioni asiatiche, è ancora molto visibile, in particolare nella Rue Longue des Capucins, che va dalla Gare Saint-Charles alla Rue d’Aubagne nel quartiere di Noailles.

Lo sapevate?

Il “Cours Belsunce” fu rinominato solo nel 1852, in onore di Monseigneur Henri François-Xavier de Belsunce-Castelmoron, vescovo di Marsiglia famoso per la sua dedizione durante la peste marsigliese. In precedenza era conosciuta come “Le Grand Cours ” o “Cours Saint-Hommebon “.

Artigiani e commercianti impegnati

Le parole chiave: convivialità e solidarietà

La nostra prima tappa è Solidaire BTP, dove Ramzi ci spiega l’obiettivo di questa associazione, che lavora per dare una seconda vita a materiali e oggetti destinati alle discariche, promuovendo al contempo l’aiuto reciproco e la solidarietà tra i residenti locali.

Abbiamo notato che molti dei vicoli sono stati piantumati e la guida ci ha spiegato che questo aiuta a mantenere i legami sociali tra i residenti.

La nostra seconda sosta è stata in un negozio che vendeva abiti berberi, tutti ricamati a mano da Aza. Sono sopraffatta dalla finezza dei dettagli: è un vero lavoro d’amore!

Passiamo davanti a Place Louise Michel, inaugurata ufficialmente nel 2018. Dopo una lunga “battaglia” dei residenti per riabilitare questa zona e trasformarla in uno spazio conviviale, la decisione è stata finalmente accettata e il progetto di costruzione abbandonato. Ancora una volta, i residenti e i negozianti hanno dimostrato il loro impegno nei confronti del quartiere.

Un quartiere ricco di cultura

Arriviamo all’ultima tappa del tour: il Théâtre de l’œuvre. Grazie ai grandi lavori completati nel 2016, è ora un luogo molto frequentato dagli abitanti del quartiere. Prendiamo posto e Marie-Pierre ci spiega che questo superbo teatro in stile italiano è molto più di un semplice teatro.

È uno spazio culturale di condivisione e scambio. Numerosi laboratori di lingua, di cucina e, naturalmente, di teatro sono organizzati per finanziare un’ampia gamma di iniziative sociali, ma anche per unire le persone. Marsiglia è un mosaico umano, ed è questo che rende la città così ricca, checché ne dica la gente”.

Prima di partire, ci siamo fermati davanti al Mémorial de la Marseillaise (ora museo), dove l’inno nazionale fu cantato per la prima volta il 22 giugno 1792, 3 anni dopo la Rivoluzione francese.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla ricchezza di questo quartiere, che non conoscevo affatto, ed è stato davvero interessante ascoltare le diverse testimonianze dei negozianti, che fanno parte della vita di Belsunce (Breakdown).