Le bastide di Marsiglia

Scoprite le bastides di Marsiglia e della Provenza, parte integrante dell’arte di vivere in Provenza.

“Le bastides sono la passione dominante degli abitanti di Marsiglia”(Stendhal, 1837).

La bastide, un’arte di vivere in Provenza

Le bastide, nel sud-ovest, sono nuove città fortificate. In Provenza, la bastide è una splendida seconda casa che è sia una tenuta agricola che un luogo di villeggiatura. Come in tutte le grandi città commerciali dei porti del Mediterraneo, l’élite possedeva una casa di città e una seconda casa in campagna.

La vita nelle bastides era una vera e propria arte di vivere. Al di là delle mura cittadine, immerse nella campagna, offrivano uno stile di vita raffinato alle grandi famiglie della borghesia marsigliese. La loro vocazione principale, tuttavia, rimaneva la coltivazione di ulivi e viti.

I primi progetti architettonici di queste eccezionali ville risalgono al 1670-1700.

“Quando Madame de Sévigné arrivò a Marsiglia nel 1673, scrisse: “Sono affascinata dalla singolare bellezza di questa città.

Venendo da Aix-en-Provence, scoprì la città entrando a La Viste e sulle alture di Marsiglia. Vedeva il mare fino all’orizzonte, le bastide sparse, le colline dell’Estaque e di Marseilleveyre che si chiudevano alla sua destra e alla sua sinistra in uno spazio ampio e aspro al tempo stesso, all’estremità del quale si trovava il Vieux Port.

Le case di campagna oggi

Oggi possiamo solo deplorare la scomparsa di molte di queste bastides, che sono state sottoposte alla pressione dello sviluppo immobiliare e alle esigenze della pianificazione urbana. Alcuni resti sparsi ci ricordano talvolta la presenza di una di queste belle dimore intorno a un cancello, a un pilastro o a qualche muro di pietra ancora aggrappato al nostro spazio urbano come segno disperato dello splendore di un tempo, ormai perduto in un mondo di cemento.

Le bastide sono state trasformate in strutture pubbliche o private, ospedali, strutture pubbliche come municipi, centri sociali o culturali, musei, ostelli della gioventù, case di riposo, istituti religiosi o parchi pubblici. Nel 1807, a Marsiglia c’erano 5.000 bastides, ma secondo l’ultimo inventario, oggi se ne contano appena 250.

Mi si stringeva il cuore a guardare tutte quelle belle proprietà, un tempo così ricche, che per tanti anni erano state l’onore e il fascino del nostro paradisiaco sobborgo di Marsiglia, ora devastate da cima a fondo, strappate, sporcate e mutilate…

Victor Gelu

Architettura e giardini

Dall'”età dell’oro” del XVII e XVIII secolo al XIX, le città bastide e le loro tenute subirono una serie di cambiamenti. Dal tradizionale edificio a cinque o sette campate sormontato da un tetto a quattro spioventi, agli edifici della Corniche, vere e proprie follie balneari, la bastide si trasforma.

Vera e propria residenza estiva, al riparo dal caldo torrido e dal rumore della città, questo luogo di relax e di svago riuniva la famiglia, gli amici e talvolta i colleghi di lavoro. Passeggiate, bocce, nuoto, caccia e altre attività legate al giardino scandiscono la vita in questi sereni paradisi verdi protetti da alti muri di pietra. È anche una vita di duro lavoro per i contadini che si occupano della terra.
È stato un luogo di rifugio per una popolazione privilegiata durante le grandi epidemie di peste del 1720 e di colera del 1835.

L‘arrivo dell’acqua in Provenza negli anni Cinquanta del XIX secolo, grazie alla costruzione del Canale di Provenza, portò alla creazione di lussuosi giardini con terrazze, fontane, specchi d’acqua, spiazzi e arabeschi vegetali.

Con l’arricchimento della borghesia grazie al commercio, la trasformazione della città e l’apertura della Corniche Kennedy verso la costa, i ricchi iniziarono ad affollare il mare. Proprietari e architetti si sfidarono per costruire e animare queste nuove aree, dove era permesso ogni tipo di fantasia e follia. La bastide ottocentesca trovò la sua casa sul lungomare. L’acqua fu sfruttata per creare giardini ornati da specie rare, fresche grotte per rinfrescarsi in ambienti stilizzati con ninfe, motivi floreali e fontane.

Vague à la mer o Villa Valmer, Château Berger ex Castellamare, Villa Santa Lucia… sono esempi del fascino discreto della borghesia marsigliese.

Qui si tenevano feste sontuose. I proprietari facevano a gara di splendore, decorando gli interni con marmi, stucchi dorati e vetrate, all’insegna del lusso e della raffinatezza.